sabato 29 ottobre 2011

Le solite divagazioni (ma ditelo se esagero)

Aa, una chiesa di Groningen (foto Wikipedia)
A suo tempo, il cugino El Gloria ed io installammo sui nostri blog Feedjit, non so se avete presente quel trespolo con le bandierine che dice chi si è collegato al blog, quando, e (a volte) perchè.
Personalmente lo trovavo divertente, anche se i primi tempi mi procurava una certa apprensione accorgermi che proprio in quel momento uno sconosciuto era casualmente capitato su qualche nostro post e forse stava anche leggendo le cazzate che avevamo scritto. Invece il cugino d'oltre Atlantico non ha mai dato molta importanza allo strumentino, trovandolo impreciso, casuale e poco affidabile.
Venne il momento che l'altro mio blog (quello nostalgico sulle gare d'auto) cominciò ad avere un certo codazzo di visitatori abituali e raggiunse una limitata popolarità. Cercai uno strumento un pò più sofisticato che mi permettesse di avere una maggiore percezione delle visite, e incontrai StatCounter.
Lo montai sul blog nostalgico ed anche qui, su Nulla.
Indubbiamente StatCounter dà maggiori informazioni, è più specifico su cosa fanno i visitatori, cosa si scaricano, quanto tempo passano sui post, eccetera. Anche se non è scevro anche lui di una certa imprecisione sulla provenienza dei lettori, dovuta, immagino, alla faccenda degli IP dinamici.
Comunque adesso convivono, i due strumenti, e direi piuttosto pacificamente. 
E' normale che, per lo stesso accesso, indichino località diverse ma relativamente vicine fra loro.
Ma in certi casi entrano in conflitto in maniera esagerata.
Faccio alcuni esempi di come lo stesso visitatore viene interpretato diversamente dai due gadget:
(temo si dovrà cliccare sulle immagini per vederle meglio, ma per chi non avesse voglia di farlo, le spiego a parole)


un accesso visto da Feedjit
lo stesso accesso visto da StatCounter

Questo è un caso abbastanza tipico: il nostro amico brasiliano giunge al blog attraverso Google Web Preview, e Feedjit ci segnala che l'accesso è avvenuto da Mountain View, California, che è appunto una sede di Google.

questo signore viene da Groningen, Olanda
quest'altro signore viene dal Veneto,
 ma guarda caso alla stessa ora e sullo stesso post dell'altro
 signore, e, notare, usando Google Web preview
Non è difficile fare 1+1 e dedurre che si tratta nei due casi dello stesso signore (grazie della visita, comunque)

oh, un altro ospite che viene da Groningen
(sarà il caso di organizzare un pullman?)
stessa ora della notte, stessa pagina del blog,
 ma viene da Firenze, e sempre usando quel browser

Direi che il meccanismo è piuttosto chiaro, ed il ricorso a StatCounter spiega quella quantità di accessi da Groningen che Feedjit mi restituiva.
Groningen, località jolly da affibbiare ai lettori che Feedjit non sa da dove vengono?
E' l'ipotesi che avevo fatto, finchè ho scoperto che nella località olandese c'è un enorme Google Data Center (niente avviene per caso) apprezzabile per esempio dalle foto di questo utente Flickr (http://www.flickr.com/photos/erwinboogert/sets/29760/).
Ma, a questo punto, e nell'attesa che un giorno un vero visitatore di Groningen in carne ed ossa si faccia vivo su questi blog... la curiosità di una visitina alla città mi è venuta, ed è quello che ho fatto, ovviamente attraverso la rete, per vedere, oltre al Datacentrum, quali altri motivi di interesse possa offrire.
Questa cartolina proviene direttamente da Wikipedia:


Forse proprio ciò che ci si aspetta da una città olandese?

(fine 1.a parte)

mercoledì 26 ottobre 2011

Eccola una risposta, mettiamola da parte



Un breve dialogo con V, incentrato sul perchè avessi scelto questa immagine per rappresentarmi su Blogger e (ebbene sì) su facebook.
La domanda è: ti identifichi di più in James Stewart? nella sua ombra? in Harvey? o nell'ombra di Harvey?
Scelgo Harvey, ovviamente. Anche perchè non c'è nell'immagine.
Sì, mi risponde V, ma sai perchè non c'è Harvey nella foto? Perchè la stava scattando lui.

Ma cazzo. Ci sarei dovuto arrivare da solo.
Si ricollega parecchio, direi. Con cosa? ma per esempio con la famosa foto della cresima, quella che secondo la testimonianza di Art Blakey (o di un suo sosia), sarebbe stata scattata da un mio sosia. Un clone, che però si sarebbe prodotto di poco più vecchio di me (su questo punto mi sfugge forse qualche inquietante verità?).

Ad ogni modo, la consonanza con l'ipotesi di V sulla locandina del film di Henry Koster non si può ignorare.
Parallelismi che si mantengono in equilibrio fra Calvino, con la sua pulsione ad incrociare destini presso taverne o castelli un pò isolati, e la contrastante tendenza di Borges a biforcare sentieri, quando solcano giardini altrettanto isolati.

(foto Perelli)

martedì 25 ottobre 2011